Bambù trattato e fondazioni a secco nei campi collinari di Cox’s Bazar

Come l’ingegneria dei materiali vegetali sostituisce le strutture precarie riducendo i rischi da dissesto idrogeologico.

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I terreni argillosi che compongono le colline di Ukhia presentano una tendenza marcata allo scivolamento sotto piogge torrenziali che superano i 60 millimetri orari. L’impiego di mattoni in laterizio pieno per edifici scolastici convenzionali aggraverebbe i carichi gravitazionali aumentando il rischio di frane.

La soluzione ingegneristica adottata privilegia canne di bambù della varietà Bambusa balcooa, stagionate per tre settimane all’ombra e trattate in autoclave con miscele di borace e acido borico per neutralizzare l’attacco degli insetti lignicoli.

I nodi costruttivi tra pilastri e capriate sono realizzati con barre filettate in acciaio inossidabile e rondelle maggiorate che distribuiscono le sollecitazioni tangenziali senza fessurare le fibre del fusto.

Questo approccio ha ridotto i tempi di assemblaggio a dieci giorni lavorativi per aula, impiegando maestranze formate direttamente all’interno degli insediamenti.